Pile

In Svizzera ogni anno sono venduti 120 milioni di pile per apparecchi. Il ca. 68 per cento viene riciclato, ma ancora troppe pile finiscono nei rifiuti domestici. Di conseguenza, molti sono i metalli preziosi che vanno persi. Per legge le pile usate devono essere consegnate ai punti di vendita o di raccolta.

Il legislatore distingue tra pile per apparecchi, per veicoli e industriali. Anche gli accumulatori sono considerati pile. Tutti i tipi di pile devono essere eliminati come rifiuti speciali.

Le pile per apparecchi sono largamente diffuse e impiegate in numerosi apparecchi elettrici ed elettronici che funzionano indipendentemente dalla rete elettrica. Quelle per veicoli servono a fornire energia elettrica a motorini di avviamento, lampade o accensioni per veicoli. Le pile industriali sono impiegate per molteplici usi industriali o professionali. In questa categoria rientrano anche le pile per i veicoli elettrici e tutte le pile non attribuibili alle altre due categorie.

Valutazione ecologica

Le pile sono composte da materie prime preziose come ferro, nichel, manganese, zinco e piombo. Grazie ai severi valori soglia, i metalli pesanti nocivi, come cadmio o mercurio, potrebbero eventualmente essere presenti in tracce. L'estrazione delle materie prime dai giacimenti naturali inquina l'ambiente. Se i consumatori consegnassero le batterie esauste per il riciclaggio, sarebbe necessario estrarre quantità inferiori di materie prime nuove. Sebbene si tenda a impiegare sempre più litio nelle pile, fino ad oggi questo metallo leggero non viene recuperato.

In alternativa alle pile monouso, si possono impiegare apparecchi a energia solare, apparecchi con allacciamento alla rete elettrica e pile ricaricabili (accumulatori). Dal punto di vista economico ed ecologico è opportuno impiegare accumulatori negli apparecchi che richiedono un elevato fabbisogno di energia elettrica (giocattoli, telefoni cellulari, lettori MP3, camere digitali, lampade tascabili, flash). Un'altra possibilità è utilizzarli negli apparecchi a basso consumo energetico (telecomandi, calcolatrici tascabili, orologi da cucina), ma è poco redditizio. Infatti, una pila monouso può durare mesi o addirittura anni per un utilizzo a basso consumo.

Raccolta differenziata

Dei 120 milioni di pile per apparecchi vendute ogni anno (ca. 3500 tonnellate), il ca. 68 per cento viene raccolto separatamente e riciclato (quota di riciclaggio 2016: 67.8 %). Il resto, vale a dire 35 milioni di pile, viene smaltito, malgrado il divieto, assieme ai rifiuti domestici. In tal modo vanno persi metalli preziosi.

I consumatori sono tenuti a riportare le pile usate a un punto di vendita o un altro punto di raccolta. Secondo la legge, tutti gli operatori - dal grossista all'edicola - devono prendere in consegna a titolo gratuito le pile per apparecchi usate. Anche numerosi punti di raccolta comunali mettono a disposizione un contenitore destinato al riciclaggio delle pile.

Con gli accumulatori agli ioni di litio, impiegati nella modellistica (ad es. modelli di velivoli e imbarcazioni), occorre prudenza. Nella maggior parte dei casi si tratta di strutture angolari composte da celle senza un involucro specifico, ma con cavo d'allacciamento. Tali pile non sono provviste di alcun meccanismo di sicurezza e vanno quindi riportate nel negozio specializzato. Se giungono nella raccolta delle batterie domestiche, nel peggiore dei casi, possono provocare un incendio. Se gli accumulatori per modellistica si trovano già nel miscuglio di batterie, devono essere estratti e destinati al riciclaggio. Gli incendi con batterie al litio si spengono in modo ottimale con la sabbia.

Anche le pile per uso industriale e per veicoli devono essere raccolte separatamente e destinate al riciclaggio. La consegna delle pile ai punti di vendita o a un punto di raccolta autorizzato è gratuita per i consumatori.

Smaltimento e riciclaggio

In Svizzera le pile per apparecchi vengono riciclate sin dall'inizio degli anni Novanta. L'impianto di riciclaggio recupera ferro, manganese, zinco e mercurio e trasforma le eventuali sostanze nocive in composti innocui. Gli accumulatori al nichel-cadmio, agli ioni di litio e al piombo vengono separati prima del trattamento e affidati a ditte specializzate dislocate all'estero per il riciclaggio.

Le imprese di smaltimento autorizzate raccolgono le pile industriali e per veicoli e le esportano per il riciclaggio. Dalle pile per veicoli vengono recuperati piombo, materie plastiche e acidi, da quelle industriali diversi metalli a seconda del tipo di pila. Le pile possono essere esportate esclusivamente nei Paesi dell'OCSE o dell'Unione europea. A tale scopo è richiesta l'autorizzazione dell'UFAM. Gli esportatori devono dimostrare che il trattamento delle pile avviene nel rispetto dell'ambiente.

Finanziamento

Una tassa di smaltimento anticipata (TSA) copre i costi della raccolta, del trasporto e del riciclaggio delle pile usate. Detta tassa è compresa nel prezzo d'acquisto. La Confederazione stabilisce il suo ammontare in base al tipo e al peso della pila.

Su incarico dell'UFAM, l'Organizzazione INOBAT riciclaggio delle pile in Svizzera è responsabile della riscossione, della gestione e dell'impiego della tassa di smaltimento anticipata. Da questo fondo la INOBAT finanzia anche le campagne di sensibilizzazione per promuovere il recupero delle batterie. L'organizzazione funge inoltre da centro di notifica per tutte le batterie immesse sul mercato svizzero.

La base giuridica consente di esentare determinati tipi di batteria dalla tassa, a condizione che il sistema di raccolta funzioni bene, il sistema di finanziamento del settore sia assicurato e registri un elevato recupero. Con una percentuale di oltre il 95 per cento, questa condizione è considerata soddisfatta per le pile per veicoli.

Necessità d'intervento

All'organizzazione INOBAT spetta il compito di raggiungere questo obiettivo con informazioni ottimizzate nei negozi di vendita e una sensibilizzazione efficace della popolazione.

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Ultima modifica 21.06.2019

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